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La terapia del gioco come approccio centrato sul cliente bambino

TANTO PER INIZIARE… “Giocare è illusione e realtà, è ripetere e sperimentare allo stesso tempo; pone in evidenza desideri e paure, ma soprattutto è una cosa tremendamente seria e veramente divertente, oppure apparentemente seria e tremendamente divertente.” Anonimo I. è un bambino di 7 anni, che è stato coinvolto in un grave incidente stradale, nel quale la mamma ha perso la vita. Da quel giorno il bimbo non parla quasi con nessuno, ha frequenti episodi di enuresi diurna e soffre di incubi durante la notte, durante i quali rivive la morte della madre. M. è un bambino straniero di 12 anni, orfano di madre, seguito da un’addetta all’assistenza e vive in Italia con il padre. M. è fisicamente aggressivo con gli altri ed ha sempre la sensazione che tutti parlino male di lui alle sue spalle. S. ha 5 anni e i genitori sono molto preoccupati, perché il bambino, da un certo momento in poi, apparentemente dalla nascita del fratellino, non parla più con nessuno, tranne qualche parola che rivolge ...